Per quel che invece attiene più strettamente al
diritto successorio e alle regole di circolazione
mortis causa delle partecipazioni, il riferimento
è all'art.
Un'importante distinzione relativa alle societÃ
collettive, riguarda le societÃ
di persone e le
societÃ
di capitali. Anche in questa umana sensibilità fraterna, - non è vero? E quanti altri
di voi per via
di esempio, per armonia arcana fra parola e vita, per gioia nuova, quella della carità , la gioia gaudente nella verità (1 Cor. Dal punto
di vista giuridico, il
fenomeno della
successione nel nostro Paese si caratterizza per
una serie
di elementi che ne rendono lo studio
particolarmente complesso e articolato (Patriarca,
2000).
Chiarire
i ruoli e le responsabilità con il contributo
di tutti i membri della famiglia permette di
ridurre i conflitti.
L'indagine condotta da Unioncamere - Istituto
Tagliacarne (2003), conferma il carattere prevalentemente
familiare delle imprese italiane
di dimensioni
minori. Il problema
che si presenta più tardi riguarda il passaggio
generazionale e a chi passare la guida dell'azienda. Quanto detto, tuttavia, rimane subordinato alla
verifica della capacità della rinnovata normativa
in tema
di diritto societario a creare incentivi
adeguati ed efficaci ad incentivare e favorire
il passaggio a forme giuridiche da parte delle
Pmi familiari. Tuttavia, il trasferimento dell'impresa non è
di per sé garanzia della sua continuità . Si comprende come questo sia il caso delle Pmi
familiari del nostro Paese, in cui il distacco
di proprietà e potere d'impresa
di fatto non è
avvenuto e la parcellizzazione della proprietÃ
azionaria è
fenomeno decisamente raro. Riccardo
Bellorio, oggi amministratore delegato e direttore
generale, che ha un know-how tecnico e
di mercato
molto ben definito. Tuttavia, è disposto che le parti possano intervenire
nel limitare la circolazione delle partecipazioni,
se previsto dall'Atto costitutivo. Federica
—, figurarsi che durante l’università ho preso
la patente D e il certificato
di abilitazione
alla guida». Gen questa è una tappa
di arrivo; è una tappa
di partenza! Un senso però
di critica,
di contestazione e perfino
di nausea arresta la vostra ricerca in questa direzione. Gli imprenditori mostrano, infatti, una bassa
propensione a definire in anticipo l'uscita dall'azienda
e non formalizzano, in prevalenza, le modalitÃ
di passaggio del ruolo proprietario e imprenditore
alla
generazione successiva. La necessitÃ
di integrare questi due rami del
diritto, diversi per origini ed evoluzione storica,
emerge come sempre più importante, a fronte dell'aumentare
della varietà e della complessità delle relazioni
economiche. LÂ’indipendenza
dei singoli membri evita tensioni finanziarie. Se avete scelto Cristo per vostro Maestro, fidatevi
di lui e della Chiesa, che a voi lo conduce e lo presenta. I
parametri chiari e codificati spianano la strada
agli accordi. Un processo successorio può essere inquadrato
in tre differenti situazioni, ossia nel caso
di
erede unico, più eredi in competizione, assenza
di eredi. Una tale caratteristica, si vedrà , ha concorso
alle difficoltà dei processi
di successione. Abbiate la saggezza e il coraggio
di arrivare a questa conclusione, ch'è la radice della socialità cristiana. Liberatrice dal conformismo passivo, che guida tanta parte della gioventù del nostro tempo; conformismo alla dominazione del pensiero altrui, alle correnti
di moda della cultura e del costume, al mimetismo
di massa. I dati forniti dalla recente indagine
di Capitalia
(2002) sulle imprese manifatturiere confermano
il carattere familiare del capitalismo italiano. Questa complessità , inoltre, sembra accentuarsi
in relazione alla forma giuridica elettiva delle
Pmi, ossia l'impresa individuale. Fenomeno registrato particolarmente nelle imprese
che hanno gestito positivamente il passaggio generazionale. A riguardo, sono due i punti che si intende approfondire
in modo particolare.
Nel nostro ordinamento per le società di capitale
vige, in generale, il principio della trasmissibilitÃ
mortis causa oltre che inter vivos della partecipazione
sociale e si tratta, di fatto, di un riflesso
della limitazione di responsabilità di cui godono
i soci.
In sostanza, l'incidenza "familiare" nella proprietÃ
e nel controllo aziendali, che decresce significativamente
per le classi
di addetti più ampie, si conferma
particolarmente accentuata per le dimensioni minori. Pertanto, il proseguimento della società è degradato
ad opzione alternativa, rimessa alla volontà insindacabile
dei soci superstiti, prevedendo infatti che sia
consentito l'ingresso
di eredi nella compagine
sociale solo a fronte del consenso degli altri
soci. Con questa nozione si intende riferirsi a trasferimenti
ereditari o donazioni tra una
generazione e quella
successiva o tra parenti
di una stessa
generazione
(Banca d'Italia, 1994). Gli aspetti interpersonali e il conseguente impatto
psicologico è decisamente accentuato nelle imprese
di più piccole dimensioni mentre, in quelle grandi,
il passaggio
di proprietà è vissuto come un momento
normale nella vita e nell'evoluzione dell'azienda
(e, pertanto, adeguatamente programmato e progettato). LÂ’esperienza
fuori dalle mura domestiche contraddistingue pure
lÂ’attivitÃ
di Federica Galleano, che dopo la laurea
in Liuc ha lavorato come consulente per due anni
in Bain-Cuneo Associati. Quali i fattori chiave per garantire la continuazione
del business? Pianificare il passaggio del testimone,
formare successori motivati e fortemente disciplinati.
Per diventare manager è fondamentale che
i membri della famiglia facciano unÂ’esperienza
di lavoro non protetta allÂ’esterno.
Non esistono ricette
e indicazioni valide per tutti.
Il
percorso per programmare il passaggio generazionale
Le aziende familiari
di successo seguono otto
principi base, secondo il modello messo a punto
dallÂ’americana Amy Braden, responsabile del Family
wealth center Jp Morgan
di New York.
Però, anche se lui è già in campo, questo Federer non lo vogliamo vedere più, perché così anche Wimbledon, il suo giardino, può diventare un campo di erbacce.
Vi fu, noi pensiamo, chi ripensò al Gesù della propria infanzia, abbandonato come ogni altra cosa apprezzata nella prima età ; lo si credeva dimenticato, superato, lontano; e come mai, in un dato momento, la sua presenza, come quella d'un compagno
di viaggio, fu avvertita vicina e parlante? Egli diceva, proprio quando le tenebre crescevano sul cammino della vita.
Infatti, nelle società di capitali si realizza
la massima astrazione tra proprietà della societÃ
e trasmissione dei diritti legati alla qualitÃ
di socio.
Capitolo si propone un'analisi dell'esigenza
di
maggiore coerenza tra i due filoni normativi. Nelle Pmi familiari del nostro Paese il trasferimento
d'impresa ha luogo prevalentemente mediante successione
intrafamiliare. Pmi per trasformare
il ricambio generazionale in un'opportunitÃ
di
crescita e modernizzazione, oltre al fatto che
ciò contribuirebbe a sottoporre al vaglio del
mercato la successione imprenditoriale.
Ossia, la maggioranza dei diritti di voto è nelle
mani di più soggetti di una stessa famiglia che
congiuntamente partecipano al controllo e lo delegano
a uno o più appartenenti della stessa famiglia.
Tuttavia, si potrebbero verificare problemi
di
inefficienza connessi alle capacità dell'erede
di condurre l'azienda, e, come soluzione, si potrebbe
richiedere l'inserimento
di manager esterni dotati
dei requisiti necessari. A riguardo, sono richiamate le principali indicazioni
e conclusioni della letteratura empirica e teorica
in generale ed in riferimento alla situazione
italiana.
A conferma di ciò, nelle piccole imprese famigliari
risultano meno strutturati gli organi di governo
societario, rispetto a quelle non familiari, e
prevale la presenza di organi informali e non
strutturati come il "Consiglio di Famiglia".
Non per niente anche lÂ’Harvard
business school ha una cattedra che studia la
strategia e la gestione delle imprese familiari. Infatti, l'articolo in esame prevede che, in caso
di morte
di uno dei soci, i rimanenti possano
liquidare la quota agli eredi, o, in alternativa,
sciogliere la società oppure proseguirla con gli
eredi qualora questi vi acconsentano. Pete Sampras, un altro Grande che alla fine decise
di concentrare i suoi sforzi solo su alcuni obbiettivi per entrare definitivamente nell’Olimpo. E poi la naturale identificazione dell’azienda
con la personalità del "fondatore", moderno demiurgo
che, a colpi
di raziocinio e
di intuizioni, mescola
tecnologia e materiali, fiuto commerciale e vincoli
finanziari. Ma il nostro lavoro chiave è soprattutto quello
di metterci in ascolto,
di saper tenere conto
dei molteplici profili personali con bisogni articolati.
In questo senso noi ci preoccupiamo anche di costruire
eventuali strumenti finanziari adatti alle varie
situazioni e in grado di effettuare le eventuali
compensazioni patrimoniali, avendo sempre presente
il valore rappresentato dalla continuità aziendale».
I giorni belli ma agri
di chi parte quasi da zero
e, poi, quelli comodi e al caldo dei figli? Hose Master,
una societÃ
di Cleveland
di cui la mia famiglia
detiene il 49 per cento.
Ed ecco che il fuoco della luce, dell'entusiasmo, dell'azione, dell'amore, del dono di sé e della gioia si è acceso dentro di voi, e in una interiore pienezza nuova voi avete tutto compreso, Dio, voi stessi, la vostra vita, gli uomini, il nostro tempo, la direzione centrale da imprimere a tutta la vostra esistenza.
Perché la nostra azienda possa compiere un’ulteriore
evoluzione tecnologica, ritengo essenziale avvalermi
in futuro
di altre risorse esterne». Infatti, la normativa vigente non offre al titolare
strumenti adeguati a evitare la dissoluzione dell'impresa
poiché questa non è soggetto giuridico autonomo
e l'eventuale prosecuzione dell'attività (dopo
la morte dell'imprenditore) è esclusivamente affidata
alla scelta discrezionale dell'erede. Tuttavia, né le prime né le seconde sembrano essere
riuscite a tenere conto delle peculiarità , sia
soggettive che oggettive, proprie
di questa tipologia
d'imprese. In base a questo,
non è consentito l'ingresso degli eredi nella
compagine sociale in difetto del consenso dei
soci superstiti. In Italia ci sono moltissime aziende a carattere
familiare e anche numerose dinastie. La struttura partecipativa varia, invece, in modo
sensibile al crescere della dimensione dell'impresa,
in concomitanza della quale si riduce la quota
posseduta dalle persone fisiche.
Voi l'avete intuita, e avete, a buon diritto, dato al vostro movimento la definizione di «Generazione nuova», Gen! Questa la sintesi della vostra spiritualità , che voi, celebrando il Giubileo dell'Anno Santo, volete riaffermare nelle vostre coscienze e tradurre nella vostra vita.
Cristo, che non vanifica i beni di questa terra tanto bella, ricca e feconda, ma ne classifica il valore, un valore inferiore a quello della vera vita, verso il quale si rivolge la vostra scelta.
Inoltre, nelle societÃ
di capitali la trasmissione
dell'impresa è possibile in un unico atto, solamente
nel caso in cui ad un unico soggetto afferisca
una percentuale del capitale tale da garantirgli
la nomina dei componenti il Consiglio
di Amministrazione,
e quindi una partecipazione
di controllo.
Il proseguimento dell'impresa non avviene in modo
automatico con eredi, ma necessita del consenso
degli altri soci e degli eredi stessi.
Segno, spiega lo studio dellÂ’Asam,
che sta comunque maturando «un debole avvicinamento
alla cultura
di delega
di controllo extra-familiare». In che modo i fondatori
possono mantenere il controllo della società ? Quando i membri
di una famiglia entrano
nel business, in genere ricoprono velocemente
posizioni
di responsabilità . Clemente e Andrea Galleano,
57 e 55 anni, sono papà il primo
di Emanuela (29
anni) e Enrico (27) e il secondo
di Federica (28)
e Francesca (24). Le societÃ
di capitali costituiscono pertanto
la forma giuridica più favorevole alla continuitÃ
aziendale. Coltivare
le capacità imprenditoriali anche nel senso
di impegnarsi ad accrescere il patrimonio invece
di limitarsi a conservarlo.
Mol, al netto dei costi di struttura, fra
lÂ’8 e il 10 per cento.
Nelle Spa, le azioni, in quanto titoli di credito,
sono destinate naturalmente alla circolazione
e dunque sempre trasmissibili (art.
Sé, Cristo è il verbo
di Dio fatto uomo; Cristo, per noi, è il Salvatore dell'umanità . Di necessità , quindi, la piccola e media impresa
familiare si è trovata quasi sempre ad assumere
lo status giuridico dell'impresa individuale,
in relazione al quale, però, la normativa consente
una sorta
di area
di non-coordinata sovrapposizione
tra i due diritti (successorio e d'impresa). Questo dossier è stato squadernato allo Skillab,
il centro
di formazione dellÂ’Unione industriale
di Torino, in un workshop condotto da Riccardo
Varvelli e da Maria Ludovica Lombardi Varvelli. Da Ferragamo a Benetton ad Antinori, si nota
un ampliamento della proprietà e la necessitÃ
di una sempre maggiore organizzazione del gruppo
per garantirne la solidità .
In aula una punta avanzata, almeno in termini
di consapevolezza, del sistema produttivo subalpino.
Il proseguimento dell'attività , come visto, è
solamente lasciata alla discrezionalità del successore. La competitività del sistema delle imprese risulta
indebolita dalla polverizzazione dimensionale,
dal modello
di specializzazione e dalla bassa
produttività .
Al fondo della vostra psicologia sta un atto personale e sovrano di libera determinazione.
In generale, gli studi empirici rilevano che i
processi
di ricambio generazionale nelle imprese
di più piccole dimensioni appaiono poco pianificati. La liquidazione dei soci può far pertanto insorgere
problemi connessi alla necessitÃ
di reperire risorse
finanziarie. Tardy —
noi aiutiamo il titolare a comprendere chi tra
i membri della famiglia è interessato, e possiede
le capacità , per continuare l’avventura imprenditoriale. In particolare, è previsto che gli statuti possano
sia sottoporre il trasferimento a determinate
condizioni, sia
di vietarlo per un periodo massimo
di cinque anni. La principale novità riguarda pertanto l'espresso
riconoscimento della validità delle clausole
di
mero gradimento che possono limitare anche il
trasferimento mortis causa dei titoli azionari
(art. Può fornire esempi
positivi e negativi? In effetti l’Italia ha una delle più alte
concentrazioni
di imprese familiari al mondo. Da qui la necessitÃ
di prepararsi per tempo e
di utilizzare in maniera intelligente lÂ’apporto
di persone "esterne" in grado
di portare, oltre
ai necessari apporti tecnici, anche iniezioni
di creatività , magari mutate da altre esperienze. Da qui la successione aziendale vista come un
generatore
di ansia. Da ciò segue che le sorti dell'azienda seguirebbero
strade separate ed autonome rispetto a quelle
dell'impresa stessa (Patriarca, 2000), ed il trasferimento
mortis causa darebbe luogo ad un passaggio
di
ricchezza patrimoniale, ma non necessariamente
alla successione dell'impresa. Il primo caso non comporta il frazionamento della
compagine proprietaria né conflittualità tra eredi
per la copertura
di ruoli chiave all'interno dell'azienda. La mancanza
di una pianificazione adeguata e
di
una strategia atta a facilitare la transizione
generazionale, spesso si traduce in una cessazione
dell'attività . Rafa numero uno potrebbe diventarlo presto se l’incubo in cui è entrato Roger Federer non finirà presto. Tuttavia, per un membro della famiglia diventare
un vero leader significa lavorare più duramente,
essere più fedele all’azienda e più umile rispetto
agli altri dipendenti. Nel caso
di successione in presenza
di più eredi
ha avvio un
fenomeno denominato "deriva generazionale"
accompagnato dal cosiddetto "raffreddamento" dei
rapporti familiari connesso all'affievolirsi sia
dei legami affettivi sia dell'identificazione
con l'impresa. Il trasferimento dell'azienda individuale da padre
in figlio può avvenire per atto tra vivi o mortis
causa. Stati Uniti si identificano
con la sfavillante finanza
di Wall Street. Nelle societÃ
di persone, la naturale coincidenza
tra socio e gestore, fa sì che ogni socio sia
in grado
di trasmettere il proprio status
di imprenditore
all'erede, ma a fronte del veto che a questo possono
avanzare gli altri soci. Se si stipulano patti chiari e condivisi si evita
lÂ’insorgere
di inutili tensioni e, soprattutto,
di innescare bombe a orologeria che possono deflagrare
nel tempo.
Le statistiche dicono come il passaggio generazionale
presenti un elevato tasso di mortalità delle aziende.
Come nel caso della quarantunenne
Monica Dema, presidente dellÂ’omonima ditta
di
Buriasco, nel Pinerolese. Cirenei, che offrono le proprie spalle per sostenere la Croce
di Gesù. Tanto per motivi afferenti al diritto delle successioni,
tanto a quello dell'impresa, è avvalsa l'idea
che l'impresa individuale non costituisca forma
giuridica idonea alla successione dell'impresa.
Il
nodo è quello di riordinare tutti i talenti esistenti
all’interno della famiglia e di vedere se è utile
lÂ’inserimento di manager esterni.
Nell'analisi dei processi
di dinamica
dimensionale delle imprese, la questione del ricambio
generazionale costituisce un tema
di sempre più
riconosciuta rilevanza. Clara De Braud, responsabile
della divisione imprese dellÂ’Asam, lÂ’Associazione
studi aziendali e manageriali della Cattolica
— poichè ad esso sono legati tanti altri problemi
da quello della delega, alla definizione della
struttura finanziaria, alla ricapitalizzazione. In particolare, l'assenza
di un vincolo
di destinazione
dei beni comporta la mancanza
di distinzione,
dal punto
di vista giuridico, tra i beni facenti
capo all'azienda e quelli invece appartenenti
al patrimonio del titolare dell'attività .
Statuto approvato a maggioranza
(riconoscendo tuttavia la possibilità di recesso
al socio dissenziente).
A ciò si aggiunga che, date le peculiarità dei
rapporti famiglia-impresa, le Pmi fronteggeranno
processi
di successione particolarmente impegnativi
proprio per le caratteristiche tipiche
di rigiditÃ
e
di chiusura del modello. Le dimensioni del
fenomeno del trasferimento intrafamiliare
sono rilevanti.
L'organizzazione
in gruppi piramidali, pur favorendo una limitata
apertura della proprietà , ha tuttavia mantenuto
tali caratteristiche anche per la grande dimensione.
Infatti, la facoltà di trasmettere la posizione
di socio, precludendo ai superstiti qualsiasi
facoltà di controllo circa l'idoneità dei soggetti
subentranti, di fatto può confliggere con l'obiettivo
dell'efficienza della successione.
Provate a risolvere in qualche adeguata espressione questo primo essenziale aspetto della sua Persona divina, vivente nell'infinita e trascendente natura del Verbo eterno
di Dio, e vivente nell'uomo Gesù, nato da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo; e poi questo secondo aspetto, la sua inserzione nel nostro cosmo, nella nostra storia, nel nostro destino, nella nostra vita, nella nostra intima conversazione (Cfr. Si tratta, pertanto,
di modelli prevalentemente
"chiusi" che limitano l'accesso al mercato dei
capitali e, conseguentemente, condizionano la
possibilitÃ
di ripartire il rischio imprenditoriale,
di aumentare le fonti
di finanziamento e, quindi,
le occasioni
di crescita dimensionale dell'impresa. I trasferimenti infragenerazionali del controllo
offrono, pertanto, una limitata garanzia che le
capacità imprenditoriali del nuovo controllante
siano adeguate a proseguire in modo efficiente
l'attività imprenditoriale. Sotto il profilo economico, un meccanismo successorio
efficiente è essenziale per la garanzia della
continuità imprenditoriale e, quindi, per le possibilitÃ
di espansione dimensionale. Non soddisfa veramente l'anima, non risolve veramente i problemi essenziali e personali della vita.
La decisione di non raccogliere lÂ’ereditÃ
paterna cagiona spesso delusioni.
I fattori principali del successo di queste
società sono da ricercare nella tendenza delle
imprese familiari a pianificare, investire e
costruire relazioni a lungo termine.
Spesso lÂ’eccessiva attenzione della famiglia
alle tradizioni impedisce una gestione manageriale,
e quindi più efficace, dell’azienda.
Più in particolare, l'esistenza di ostacoli significativi
a tali passaggi di controllo e proprietà , sembra
comportare costi elevati in termini di accumulo
di conoscenze, di esperienza e know how la cui
sedimentazione è stata, ovviamente, tanto maggiore
quanto più lunga è stata la vita dell'impresa.
Spesso, sono le stesse imprese che si autoregolamentano
mediante accordi statutari e parasociali o mediante
patti
di famiglia. Come mai avete potuto scegliere Cristo, come ispiratore della vostra esistenza? Uno, non solo più forte
di voi, ma con Uno che si è subito svelato con un fascino segreto
di bellezza,
di bontà ,
di vicinanza,
di colloquio, al quale era supremamente ragionevole arrendersi, come ad incantesimo
di irresistibile verità e d'incomparabile felicità . Vangelo, siano incapaci
di dedurre dal Vangelo stesso una socialità fondata sull'amore. Paese, infatti, la successione generazionale
rappresenta una questione complessa con ricadute
evidenti sugli assetti proprietari futuri, sulla
continuità e sulle prospettive
di espansione dimensionale
delle aziende. Tuttavia, la riallocazione della proprietà delle
azioni in una societÃ
di capitali viene sottratta
al vaglio del mercato e degli altri soci se avviene
per via ereditaria o per mezzo
di donazioni. Si è a riguardo parlato
di una "sindrome Buddenbrook",
in relazione all'incapacità delle imprese del
nostro Paese
di superare le crisi connesse al
ricambio generazionale, richiamando la parabola
della famiglia al centro del romanzo
di Thomas
Mann.
La proprietà , inoltre, si identifica con le persone
e i proprietari i cui valori ed obiettivi condizionano
profondamente le strategie aziendali.
La necessitÃ
di integrare questi due rami del
diritto, diversi per origini ed evoluzione storica,
emerge come sempre più importante,
di pari passo
con l'aumentare della varietà e della complessitÃ
delle fattispecie giuridico-economiche. Demsetz e Lehn, 1985),
la concentrazione della proprietà non si riduce
all'aumentare della dimensione e la quota proprietaria
detenuta dal primo azionista aumenta al crescere
dell'ampiezza della classe
di addetti. Tuttavia, si nota come le clausole dell'atto costitutivo
abbiano lo scopo
di sottrarre alla valutazione
del mercato l'atto del trasferimento, e la vendita
dell'impresa a terzi rappresenti per le societÃ
di persone un'alternativa remota rispetto al mantenimento
della stessa nell'ambito del contesto familiare.
NellÂ’Italia dei distretti industriali dove spesso
le aziende sono un progetto di vita, il capitalismo
familiare vanta molte frecce al suo arco.
Queste realtà sperimentano periodicamente la delicata
questione del cambio generazionale.
Il primo disciplina il trasferimento delle quote
partecipative; il secondo afferisce alla distribuzione
tra i soci dei poteri di gestione dell'impresa.
In questo modo, allora, la disposizione consentirebbe,
nel caso
di limiti posti al trasferibilità delle
quote da eventuali clausole, la facoltà all'erede
di smobilizzare l'investimento alienando la propria
partecipazione. L'inserimento nello Statuto delle clausole
di
gradimento o
di prelazione può tuttavia contribuire
a recuperare il ruolo della compagine sociale. La corporate governance è un elemento chiave
per unÂ’impresa familiare
di successo.
E proprio i problemi legati alla successione rappresentano
in Lombardia una delle principali cause di mortalitÃ
di impresa.
Perché ogni azienda ha il suo business, la sua
cultura, le sue radici, la sua storia fatta
di
uomini (con cervello e cuore, cioè raziocinio
ed emotività ).
Per impresa a proprietà e controllo familiare,
si intende imprese in cui una o poche famiglie
legate da vincoli di parentela detengono una quota
del capitale tale da esercitare il controllo.
La
pianificazione strategica consente di ridurre
i rischi e permette di cogliere le opportunità .
E Federer, ormai a 27 anni, ha una
generazione di giocatori alle spalle che hanno - appunto - una
generazione di meno, e questo conta. Europa risulta dovuto all'inadeguatezza dei
diversi operatori nel governare i processi
di
trasmissione. Le partecipazioni delle Srl sono in linea
di principio
liberamente trasferibili tra vivi e per causa
morte, come conferma il novellato art. Dall'indagine emerge, inoltre, che la dimensione
media della imprese interessate da trasferimento
intrafamiliare è inferiore rispetto a quelle per
cui prevalgono trasferimenti extrafamiliari.
Secondo le statistiche internazionali, solo un
terzo delle imprese familiari passa con successo
dalla generazione fondatrice alla seconda, e appena
la metà transita dalla seconda alla terza.
In particolare, soltanto la posizione
di controllo
di diritto della società , consentirebbe
di saldare
il profilo del proprietario con quello dell'imprenditore,
ossia colui che possiede la maggioranza del capitale
sociale dell'impresa è colui che è in grado
di
definirne le sorti (Patriarca, 2000). L'impresa
individuale
L'imprenditore individuale è il solo titolare
dell'azienda ed è il solo a rispondere con il
proprio patrimonio dei debiti dell'impresa verso
terzi e,
di conseguenza, a fallire in caso
di
insolvenza. In definitiva, l'assenza
di un ente collettivo
cui faccia capo l'attività imprenditoriale farebbe
sì che l'impresa sia tendenzialmente destinata
a dissolversi con la morte del titolare, a meno
che l'erede non decida
di assumere la qualitÃ
di imprenditore. Un
fenomeno
maggiormente diffuso nel Nord-Est, con acquirenti
perlopiù austriaci e sloveni.
In particolare, metà di tali trasferimenti ha
natura intergenerazionale e riguarda prevalentemente
casi di successione.
Piccoli imprenditori che lavorano duro e che,
nellÂ’ombra dei loro uffici e delle loro officine,
debbono affrontare, esattamente come le schiatte
del denaro più blasonate e visibili, il dossier
del cambio generazionale.
Tra le caratteristiche
di rigiditÃ
vi è, ad esempio, la quota rilevante del patrimonio
familiare investita nell'impresa che rende difficile
liquidare le quote gli eredi che non vogliono
impegnarsi nell'azienda. L'impresa familiare, infatti,
rappresenta un sistema relativamente stabile sin
tanto che il fondatore rimane in ruoli dirigenziali. Un’azienda familiare "debole" è caratterizzata
da poca disciplina e scarsi reinvestimenti.
La prima falla può essere causata da politiche
familiari che interferiscono con le decisioni
strategiche, da conflitti interni e dalla mancanza
di capacità imprenditoriali.
Inoltre, le norme del diritto successorio che
assicurano il trasferimento mortis causa della
quota sociale sulla base
di un principio
di uguaglianza
tra eredi dello stesso "livello", possono non
conciliarsi con la designazione dei successori
più adeguati a condurre l'impresa. Il testimone che passa da una
generazione allÂ’altra
definisce una tappa chiave del cammino aziendale
e, ancora prima, una scelta
di fondo dellÂ’imprenditore.
Sono questi gli elementi distintivi del capitalismo
familiare.
Gnam
e Montemerlo (2002) sui sistemi
di governance
delle Pmi rileva che la proprietà , oltre ad essere
concentrata, è coinvolta direttamente nell'attivitÃ
dell'impresa dati gli elevati legami sia economici
sia "emotivi" esistenti, o anche perché le procedure
di uscita sono spesso troppo complesse. Sebbene questo dato non consenta
di qualificare
la causa della cessazione, è tuttavia evidente
l'entità del
fenomeno e come questo riguardi in
modo rilevante la forma giuridica elettiva delle
Pmi familiari. Una frenata indotta soprattutto
dallÂ’andamento e dai costi dellÂ’operazione ritenuti
dagli imprenditori ancora molto elevati. Gesù stesso
di Sé ai suoi discepoli, «unico è il vostro Maestro», Cristo (Matth.
Decidere a chi passare il testimone aziendale
è quindi davvero arduo.
La giurisprudenza in materia ha tuttavia confermato
che si tratta solamente
di limiti alla circolazione
e non
di esclusione assoluta
di questa possibilità .
Codice
civile) salvo alcune eccezioni previste per le
azioni nominative39 e al portatore (art.
Il primo
anno ho lavorato dodici ore al giorno, diviso
fra ufficio commerciale e officina, dove scendevo
per conoscere i prodotti. Ne segue, tuttavia, che affinché si possa parlare
di trasferimento d'impresa, è necessario che vi
sia il passaggio
di tutte le partecipazioni dei
soci (sistema "amministrazione congiunta all'unanimità "),
o della maggioranza
di queste nel caso in cui
predomini un principio maggioritario.
Esercizio dopo esercizio lÂ’azienda,
specializzata in tubi in acciaio inossidabile,
è giunta ad avere 200 addetti e dovrebbe chiudere
il 2004 con un fatturato di 22 milioni e un margine
operativo lordo del 9 per cento.